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Home > Blog Asciuttissimi  > Consigli Utili  > L’episiotomia: una pratica ormai sconsigliata

L’episiotomia è un taglio praticato al momento del parto, nella zone perineale, volto a facilitare la fuoriuscita del bambino dal canale vaginale. In grande uso in passato, ora profondamente contestata perché foriera di problemi postumi, di rilevanza non indifferente, fra cui anche l’incontinenza. Introdotta nel 1800, l’episiotomia, che è un’incisione chirurgica lateralmente alla vagina per allargare il canale del parto, è stata utilizzata di routine nella convinzione che fosse utile per evitare i traumi da lacerazione spontanea, aumentare il benessere del bambino alla nascita, ridurre il dolore della fase espulsiva e ridurre l’incontinenza dopo il parto.

Le evidenze scientifiche degli ultimi anni hanno mostrato con chiarezza che l’episiotomia non favorisce nessuno di questi fenomeni, mentre genera altri problemi. Civiltà come quella africana conoscono molto bene l’importanza del muscolo perineale e della preparazione al parto per evitare lacerazioni, infatti in Africa si usava introdurre nel canale vaginale una zucca vuota con un manico ricurvo per allungare i muscoli del pavimento pelvico e modo da facilitare il parto naturale e ridurre il rischio di lesioni perineali. Infatti, l’incontinenza non solo non aiuta a prevenire o a ridurre il dolore, ma altresì provoca danni in quanto rappresenta una lesione, essendo un’incisione più grave di quelle che si produrrebbero naturalmente nei tessuti muscolari e sottocutanei al momento del parto. L’episiotomia non migliora gli esiti dell’incontinenza materna post parto, produce un maggior sanguinamento della mamma e pregiudica i rapporti sessuali per un buon lasso di tempo.

Per evitarla, il muscolo perineale andrebbe allenato con una certa frequenza, soprattutto un mese prima della data presunta del parto. Questi dati faranno riflettere: l’80% delle donne sviluppa incontinenza urinaria post parto; circa tre milioni di donne ne soffrono nella sola Italia. E certo la lacerazione perineale non favorisce il benessere della donna. Inoltre, l’Italia resta uno dei paesi con più forte ricorso al taglio cesareo, con una quota pari al 36% secondo i dati del 2013. Fra le tecniche di medicalizzazione durante il parto spontaneo, l’episiotomia incide per il 32% dei casi.

Quindi, tenere in allenamento la nostra muscolatura pelvica è il miglior modo per ridurre i rischi di lacerazioni e gli interventi esterni durante il parto. Ci sono varie tecniche per farlo, fra cui quella del bio feedback (attraverso strumenti precipui per l’allenamento della parte) e l’utilizzo dei coni Pelvik in vendita nei negozi Asciuttissimi! Oltre ia coni Pelvik, esiste anche uno strumento che si chiama Epi-no: si tratta di un dispositivo che consente di introdurre un bulbo gonfiabile nel canale vaginale, estendendolo fino a farne percepire la presenza e facendo esercizi di contrazione e rilassamento per verificare lo spostamento dell’apposita lancetta misuratrice. Un esercizio da effettuare in ambito domiciliare, con tranquillità, in posizione semi sdraiata.