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Home > Blog Asciuttissimi  > Mondo Assorbenza  > Il ciripà e la signora Colombo. Che il pannolino sia nato a Milano?

Pannolino è una parola a cui siamo abituati. Ma perché si chiama così? Verso fine ‘800 i bambini indossavano una quadrato o rettangolo di flanella, lino o cotone, piegato e tenuto su con spille da balia.

Panno-lino, appunto! Si dice che i primi pannolini industriali di massa furono introdotti dalla signora Mary Allen nel 1887, negli Usa.

Tra una dermatite e l’altra, le mamme del globo lavavano e asciugavano pezzi di stoffa con cui fasciare i loro bambini. Ma ignara di ciò che accadeva in America, qui a Milano la signora Colombo si inventava il ciripà.

Ovvero, un pezzo di cotone triangolare con garze all’iterno per assorbire. La modalità di ripiegarlo e fissarlo veniva tramandata da madre e figlia, seguendo una tradizione che ha continuato ad esistere fino a che non sono apparsi i pannolini usa e getta.

Pare che le prime forme di quest’ultimo siano apparse in Svezia, ad opera del signor Pauliström, che creò il primo tampone assorbente da gettare.

Pochi anni dopo, in America, una casalinga di nome Marion Donovan prese la tenda di plastica della doccia e tentò il primo, rudimentale esperimento di assorbenza! Poi, nel 1947, George M.Schroder, che lavorava per il Textile Research Institute dell’Università di Chattanoga, Tennessee, mise le basi per il primo pannolino usa e getta fatto in tessuto non tessuto, ovvero il materiale tecnico che si usa oggi.

Nel 1950 Pauliström lanciò il “rotolo pannolino”, rotoli di ovatta cellulosa all’interno di una maglia che i consumatori dovevano tagliare e montare in mutandine. I primi assorbenti usa e getta erano realizzati con un nucleo assorbente di più strati di cartavelina (da 15 a 25) e all’esterno un film plastico.

La capacità di assorbenza era limitata, ma si ponevano le basi per uno dei più grandi business del secolo. Certo è che le prime macchine industriali potenti per la produzione di pannolini furono create dalla famiglia Caldiroli, in piena Brianza.

Insomma, le basi sono state poste dalle donne. Poi è intervenuta la tecnologia.